© 2018 by Costanza Hermanin     |     costanza@costanzahermanin.eu

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Il mio impegno politico a livello elettorale è recente: quella per le elezioni parlamentari del 2018

è stata la mia prima campagna.  Ma l’impegno politico, per me, non è tanto il divenire membro

di un’assemblea rappresentativa, quanto ogni azione personale o collettiva tesa a produrre

un cambiamento nelle istituzioni e nelle politiche pubbliche.

 

Da questo punto di vista, il mio impegno è ultra quindicennale. Inizia con la “Convenzione europea dei giovani,” istituita a margine dell’assemblea costituente, la Convenzione europea che si occupò di redigere un “Trattato costituzionale” per l’Unione europea.

Durante una delle mie prime esperienze lavorative, al servizio dell’amministrazione pubblica

di un altro stato d’Europa – il Ministro degli Esteri francese, mi sono impegnata per un anno

a far conoscere i contenuti del progetto europeo. In quella occasione, l’idea di un’Europa federalista non vinse il favore dell’opinione pubblica nazionale. Non per questo mi sono data

per vinta: da allora ho insegnato cos'è e cosa fa l’Unione europea a tante generazioni di studenti

in varie università europee.

 

L’altro fulcro del mio impegno politico riguarda le fasce più deboli: le minoranze etniche, religiose, e d’orientamento sessuale, le disabilità e la parità di genere. Dal 2006 in poi mi sono occupata

di discriminazione a livello scientifico e pratico. Ho sostenuto varie organizzazioni della società civile nel chiedere a Roma e a Bruxelles maggiore attenzione per i gruppi vulnerabili. Nel 2008, con Radicali Italiani, ho visitato per la prima volta un centro di espulsione per migranti. Da allora non ho potuto più disinteressarmi della questione. Credo nell'uguaglianza e nella dignità per tutti, qualsiasi sia la nazionalità e lo status con cui si giunge in un paese. Ritengo che l’immigrazione possa essere una risorsa e un fenomeno gestibile se lo si governa partendo dai dati

e dai fatti, non dalle paure.

 

Negli ultimi anni mi sono occupata anche di giustizia, e in particolare di carcere, di radicalizzazione e di minori stranieri per il governo italiano. Stare dal lato del decisore pubblico è stata un’esperienza importante e difficile, e mi ha rafforzato nella convinzione che bisogna

fare ciò che si deve, non solo quel che si può.

 

Questo spiega, oggi, il mio impegno al fianco di Più Europa e con Emma Bonino.

Il programma di Più Europa

Il programma politico di Più Europa promuove l'apertura, l'uguaglianza e un approccio realistico alla crescita economica. Si basa sulla coerenza e sulla consultazione, in particolare di scienziati e gruppi vulnerabili.

 

I punti principali del nostro programma sono i seguenti:

  • Promuovere una "federazione leggera" a livello europeo, con un aumento del bilancio dell'UE basato sulle risorse proprie

  • Unificare la politica estera e di difesa e lavorare per un coordinamento economico, finanziario e fiscale più coerente

  • In Italia, congelare la spesa pubblica nel breve termine, in modo da bilanciare il carico di debito tra generazioni

  • Spostare la tassazione via dal lavoro e dall'attività produttiva nel medio termine, aumentando la pressione fiscale sulle rendite immobiliari e finanziarie

  • Una politica dell’immigrazione basata sui dati, non sulla paura

  • ...e molti altri punti che riguardano altri campi.

Trovate qui 

il programma