© 2018 by Costanza Hermanin     |     costanza@costanzahermanin.eu

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Le cose che voglio fare (e so come)

Conosco il Parlamento come le mie tasche, perché in 5 anni a Bruxelles ho lavorato con parlamentari sulle politiche di giustizia, inclusione sociale e affari interni.

 

Da quasi 10 anni insegno agli studenti di tutta Europa come funziona la macchina europea.

 

Soprattutto, amo l’Europa, perché ho beneficiato di tutto ciò che offre ai suoi cittadini: borse di studio, sanità europea, mobilità europea, portabilità dei contributi pensionistici.

 

So come influire sulle norme che devono essere adottate nei prossimi anni, per migliorare l’Europa, ma soprattutto la nostra vita. E ho un’idea chiara di quello che voglio fare, di quello che serve tutti noi.

Guarda il video (meno di tre minuti), o leggi qui sotto.

 1. Promuovere una politica che dia la stessa importanza allo sviluppo economico e alla tutela dell’ambiente e del lavoro.

Sono tante le cose che possiamo fare sfruttando ricerca e nuove tecnologie, ma anche le risorse disponibili nei settori lavorativi più tradizionali: per esempio, promuovere i programmi di riqualificazione energetica degli edifici, che ci aiutano sia a ridurre le emissioni, sia a spingere il comparto edilizia.

 

2. Tassare di più l’industria inquinante e i colossi del web per tassare di meno imprese e lavoratori.

 

Una fiscalità comune europea che aumenti le risorse europee, il bilancio dell’Unione, per spenderle di più su sociale e incentivi alla produttività.

 

3. Orientare ricerca e nuove tecnologie verso l’interesse pubblico per creare maggiore trasparenza e consapevolezza.

 

Un esempio: sapere quanto valgono economicamente i nostri dati personali che hanno le piattaforme e poter decidere di come fare uso di questo patrimonio.

 

4. Riequilibrare il mercato del lavoro con stessi obblighi familiari e stesse opportunità di realizzazione per uomini e donne.

Congedo parentale obbligatorio per il papà pari​ a 8 settimane. Imporre parità salariale.

5. Ampliare l’accesso diretto ai fondi europei per riuscire finalmente a spenderli tutti.

In Italia siamo quasi gli ultimi della classe: 24 milioni di fondo sociale europeo che non sono stati spesi al 2018. Dobbiamo aiutare gli enti locali a formarsi su come richiedere e spendere i fondi, ampliarne l’accesso anche a comuni e privati, limitando l'intermediazione delle regioni.

 

6. Gestione comune dell'immigrazione.

I rifugiati che cercano protezione in Europa devono poter vedere riconosciuto il proprio status giuridico anche in altri Stati, non solo quello d'ingresso. Ma anche gestione comune dell'immigrazione lavorativa, che costringe troppi a fingere di essere rifugiati e a finire nell'irregolarità. Abbiamo bisogno di un quadro comune delle possibilità di lavoro esistenti in Europa e una politica comune dei visti per lavoro per stranieri.